Carla Paglioli

Carla scrive di sé:

Inizio la mia carriera nel 2005 a Roma ( cinecittà campus), un campus per ragazzi con esperienza in campo musicale, teatrale e di danza. La direzione artistica del Campus era di Maurizio Costanzo.Sempre nel 2005 formo il duo comico “Le Drammatiche” con Stefania Ventura, attrice di teatro della compagnia di Luca De Filippo. Con il duo vinciamo Giovani Star 2005.
Collaboriamo con diversi comici professionisti come Militello di Striscia la Notizia. Divento “Facilitator” per il >Giffoni Film Festival che oggi si chiama Giffoni Experience. Ho condotto diverse sezioni della giuria: +3, +6, +10 e +18. Ad oggi la mia giuria è la giuria degli Elements +6 bambini dai 6 ai 9 anni. Durante questi anni ho anche condotto e conduco ancora i Movie Days, giorante di cinema con le scuole, girato diversi cortometraggi sempre con le scuole e una serie per il web “ She Died”. Ho condotto “YouFilmaker” festival internazionale del corto giovanile, mi sono occupata della conduzione dei movie days al Festival del cinema di Avola e al festival del Torrone di Cremona.
Negli anni oltre che con il Festival ho avuto diverse collaborazioni artistiche. Ho condotto il “democraticontest” contest musicale per gruppi emergenti, iniziativa di XXXV etichetta discografica indipendente, con loro collaboro spesso: Sono conduttrice di “ Foodstock” e del nuovo programma “ Room35”. Sono stata protagonista di un video musicale “ Metà Uomo Metà su Marte” del Pozzo di San Patrizio feet Nicodemo cantautore e mi sono occupata del “corner di 35” al meeting del Mare nel 2015.
Ho collaborato e collaboro con la Hobos Factory, casa di produzione con cui ho girato uno spot per il sociale per l’associazione Marco Iaculli e uno video musicale “ viva la pappa con il pomodoro “ dei Rete Comar.
Sono stata spesso acting coatch sia per la Hobos sia per il Giffoni.
Ho girato due cortometraggi di cui sono sceneggiatrice e responsabile del progetto, con i miei alunni del corso di cinema: “ il 4 Gigante” e “ZETA” con la scuola di teatro L.A.A.V. Dove insegnavo cinema. Entrambi i corti hanno vinto molti premi e sono stati in diversi festival internazionali. Il primo ha vinto l’audience award al GFF nella sezione Elements+10, il secondo ha vinto il premio miglior regia nella sezione Generetor+16 sempre al GFF.
Sono stata a “colorado cafè lab” a Milano.
Sono stata Clown per due spettacoli del Prof. Di antropologia culturale Paolo Apolito: “ il malinteso” e “ritmi di festa” oltre che per salerno creativa.
Ho girato 13 puntate di una sit com “84100 due cuori e una capanna” che si occupava di promuovere il territorio, con Roberto Lombardi, scritta da lui per salernotravel.tv
Sono la responsabile della giuria per “Linea d’Ombra festival culture giovani” di cui conduco la sezione di “Corto Europa”.
Attrice dello spettacolo “ Carmela e Aisha. Atto unico per due donne e una valigia” scritto da Antonia Grimaldi, vicedirettrice del GFF e scrittrice.
Sono stata all’ospedale Bambin Gesù per l’associazione Aura, per stare con i bambini malati, parlare con loro di Cinema e con loro vedere film.
Da quando ho iniziato a lavorare con i ragazzi di ogni età, ho ricominciato a stupirmi di ogni cosa, ho recuperato una parte di me che, senza volerlo, avevo perso. La parte forse più ingenua, quella della curiosità e dello stupore per le cose semplici. C’è un aneddoto che racconto spesso, ed è questo: ero al cinema, c’erano i bambini della giuria, circa 900 divisi in due turni, che si stavano sistemando e stavano entrando in sala. Il mio occhio si ferma su uno di questi che era al cellulare, cosa inaudita, quindi ero già pronta ad andare da lui per farmi dire chi era sua madre, in modo che poi avrei cazziato lei, non certo il bambino! Aveva in una mano il telefono e nell’altra una enorme scatola di pop corn e, ad un certo punto, si rende conto di avere la scarpa slacciata! Panico nei suoi occhi. Non sa come fare, era al telefono, con la madre forse, che continuava a parlare, e nell’altra mano aveva i famosi e amati pop corn, alle 14 del pomeriggio. Una bambina, non troppo distante, lo vede in difficoltà e in panico e gli si avvicina, senza dirgli nulla, si china e gli allaccia la scarpa, poi lo guarda, gli sorride e gli fa ciao con la manina. Il bambino ringrazia, sorride e saluta con un cenno dela testa. Io resto senza parole, immobile. Il bambino si mette seduto e si rilassa. Finalmente spegne il cellulare e si mette a giocare con gli altri in attesa di iniziare. Quei due bambini non si erano mai visti prima di quel momento. Quel momento di condivisione e di semplicità mi ha fatto riflettere su molte cose e mi ha ricordato perchè continuo a fare questo lavoro e perchè ho scelto di sacrificare alcune cose per loro. Il modo disinteressato di aiutare chi non si conosce, senza troppo pensare. I bambini vanno ascoltati e osservati, sono loro ad insegnare a noi, non il contrario. Noi possiamo insegnargli la storia, la grammatica, l’educazione che si conviene, ma loro possono ricordarci, la semplicità, la spontanietà e la curiosità.
Sono stata la madrina della Salernitana.